Duomo di Erice

Il Duomo di Erice, edificato nel 1314 dedicato alla Vergine Assunta.

La prima cappella oratorio, edificata ai tempi di Costantino, venne ampliata ed ornata in stile gotico trecentesco dal sovrano aragonese Federico III impiegando per la costruzione anche materiale proveniente dal tempio dedicato alla Venere Erycina, infatti sulla parete esterna destra dell'attuale chiesa sono incastonate nove croci greche provenienti dal tempio pagano.

La  prima cappella oratorio, edificata ai tempi di Costantino, venne ampliata ed ornata in stile gotico trecentesco dal sovrano aragonese Federico III impiegando per la costruzione anche materiale proveniente dal tempio dedicato alla Venere Erycina, infatti sulla parete esterna destra dell'attuale chiesa sono incastonate nove croci greche provenienti dal tempio pagano. La torre d’avvistamento quadrangolare, fu edificata durante le guerre del Vespro, e trasformata alla fine del XIV secolo in campanile con bifore. La costruzione era articolata secondo l'impianto basilicale a tre navate, all'interno la volta presentava una decorazione musiva. Il pronao, detto Gibbena (da Age Bene, comportati bene), fu aggiunto nel 1426 dall'arciprete Militari per ospitare i pubblici penitenti venuti ad espiare peccati gravissimi. In seguito  furono addossate ulteriori cappelle, corpi e manufatti esterni. Sul lato settentrionale la Cappella de Scrineis, la Cappella di San Nicola, la Cappella di San Giuseppe, i locali della sagrestia posti dietro la grande cappella.Tra il 1673 e il 1677 dall'arciprete Giuseppe Liccio fece arrotondare gli antichi pilastri della chiesa, compromettendone la stabilità strutturale.La chiesa madre fu tra tutte le chiese ericine, la prima ad essere consacrata da monsignor Bartolomeo Castelli, vescovo di Mazara nel maggio 1697.Nel 1715 la Madrice venne interdetta per effusione di sangue, quando, durante una celebrazione eucaristica, il pro-castellano Clemente Palma  e il giurato Alberto Coppola,  furono colpiti da numerosi colpi d’arma da fuoco e il sangue macchiò il pavimento della chiesa. Gli aggressori furono condannati a morte. Il duomo fu ribenedetto lo stesso anno dallo stesso vescovo Castelli. Intorno alla metà del XIX secolo il duomo ericino, modificato nel corso dei secoli in maniera episodica e frammentaria, presentava una stratificazione stilistica caotica e poco stabile. Nel marzo del 1858 un crollo delle volte complicò la situazione e si decise di abbattere il nucleo centrale del duomo per ricostruirlo integralmente. La nuova chiesa madre è sorretta da pilastri e colonne corinzie a fascio: i piedistalli, le basi, i capitelli e la  grande cappella sono di stile neogotico. Nella navata centrale,  il colonnato regge una volta gotica a sesto acuto. Gli interni, in stile neogotico, furono rifatti nel XIX sec. e custodiscono preziose testimonianze d'arte pittorica, scultorea e artigianale attribuibili a noti artisti quali Domenico Gagini e Giuliano Mancino.  La torre di avvistamento del XIII sec  divenne  campanile. Una cupola mammelliforme sormonta la costruzione.Il rosone, non originale, sostituì recentemente il precedente lastrone rotondo a tripla feritoia.  Il portale, a doppia ghiera seghettata,  è un esempio di architettura chiaramontana. Sul fianco settentrionale vi è  un portale catalano, ornato con bugne a diamante. Al versante orientale, sulla piazzetta, è addossato un altare del 1852, con una croce incorniciata finemente di tufo qui si celebrava il rito pasquale della benedizione delle palme. Recentemente è stato realizzato un polo museale  tra le cappelle comunicanti della navata sinistra.

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