Santuario San Vito Martire

Il Santuario-fortezza sorse quasi certamente nel secolo XV, per proteggere i pellegrini dalle incursioni dei pirati.

Ricco di elementi architettonici molto diversi tra loro; elementi di costruzione civile, militare e religiosa si fondono infatti in un unico edificio di rara armonia. In esso coesistono infatti le feritoie, il rosone della facciata e i balconi, per non parlare della torre di avvistamento e delle nicchie votive.

Il Santuario-fortezza sorse quasi certamente nel secolo XV, per proteggere i pellegrini dalle incursioni dei pirati.
Ricco di elementi architettonici molto diversi tra loro; elementi di costruzione civile, militare e religiosa si fondono infatti in un unico edificio di rara armonia. In esso coesistono infatti le feritoie, il rosone della facciata e i balconi, per non parlare della torre di avvistamento e delle nicchie votive. All'interno del santuario, nella cappella di San Vito, impreziosita da marmi locali e da statue in stucco di Orazio Ferraro  (1624-1628) e sull'antico altare la statua del Santo, una pregevole opera gaginesca del 1587, con episodi della sua vita, legati al soggiorno nella città del Capo, scolpiti nella base: la particolare levigatura dei piedi è dovuta alla secolare usanza, da parte dei pellegrini, di baciare i piedi in segno di devozione. Dentro la chiesa si trova anche un vano ipogeo di piccole dimensioni dove si trovavano anticamente due pozzi destinati al culto. La torre del XVII secolo fu costruita su progetto dell'architetto fiorentino Camilliani, incaricato dal viceré Colonna di pianificare le difese costiere dell'isola contro i corsari.

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