Museo Whitaker

Un insediamento Fenicio all'origine dell'intera provincia.

Il Museo G. Whitaker, situato nella Palazzina costruita da Giuseppe Whitaker sull'isola di Mozia come abitazione di campagna, accoglie reperti provenienti in massima parte dall'antica città fenicia di Mozia. Oltre alla ormai storica Collezione Whitaker, il Museo ospita una vasta selezione dei materiali provenienti degli scavi moderni effettuati in diversi punti dell'abitato di Mozia (1960-1993), collocati nei locali ricavati dalla ristrutturazione di ambienti di servizio della Palazzina stessa.

Il Museo G. Whitaker, situato nella Palazzina costruita da Giuseppe Whitaker sull'isola di Mozia come abitazione di campagna, accoglie reperti provenienti in massima parte dall'antica città fenicia di Mozia. Oltre alla ormai storica Collezione Whitaker, esposta nell'Ala Whitaker, nelle medesime vetrine di legno dipinte di bianco dei primi del 1900, il Museo ospita una vasta selezione dei materiali provenienti degli scavi moderni effettuati in diversi punti dell'abitato di Mozia (1960-1993), collocati nei locali ricavati dalla ristrutturazione di ambienti di servizio della Palazzina stessa. I visitatori troveranno una sala dedicata interamente alla didattica: un plastico dell'isola di Mozia con l'indicazione delle zone archeologiche e numerosi pannelli illustrati riguardanti la storia dei Fenici e la loro civiltà. Nella sala con il lucernario, il vecchio cortile di servizio della Palazzina Whitaker, è esposta la statua del “Giovane di Mozia”; alle spalle della statua due porte introducono alla nuova esposizione. La grande sala dal tetto a capriate, l'antica cucina Whitaker, ospita le vetrine e i pannelli relativi ai ritrovamenti di epoca preistorica e i materiali delle Fortificazioni. Sull'isola lavoravano alacremente i vasai come dimostrato dai reperti. Gli scavi archeologici ancora in atto hanno portato alla luce il santuario di “Cappiddazzu”, del quale è noto l'aspetto architettonico successivo alla distruzione del 397 a.C. Gli scavi del santuario hanno restituito materiali sia fenici che greci ( VII – IV sec. a.C.) ma anche vasellame romano e oggetti di epoca medievale, forse relativi alla frequentazione del luogo da parte dei monaci basiliani che costruirono una basilica proprio sui resti del santuario pagano.   Tre vetrine sono riservate all'esposizione dei corredi della necropoli, materiali sia fenici che greci datati dalla fine dell'VIII sec. a.C. al V sec. a.C. Il museo custodisce anche i corredi della necropoli di Birgi, rinvenuti nel 1996. Un grande pannello bianco costituisce un divisorio tra la nuova esposizione e l'ala Whitaker, con la Collezione di Giuseppe Whitaker, tappa finale dell'itinerario nel nuovo museo, pur essendone il nucleo primitivo. 

POSIZIONE SULLA MAPPA:

Cosa vedere

PARCHI E RISERVE, CHIESE E MONUMENTI, PAESI E PAESAGGI